p 334 .

I filosofi e gli scienziati di questo capitolo.

Alembert - Jean-Baptiste Le Rond d' - (1717-1783). Nacque e  mor
a  Parigi.  Ricevette  la sua educazione nel  Collge  des  Quatre-
Nations,  di  ispirazione  giansenista, e  dimostr  subito  grande
interesse per la matematica e per le scienze. Membro dell'Accademia
delle  Scienze, compose numerosi scritti di argomento  scientifico:
Sulla   rifrazione   dei   corpi   solidi   (1739),   Sul   calcolo
infinitesimale  (1740),  Trattato di dinamica  (1742),  Riflessioni
sulla  causa  generale dei venti (1744), Ricerche sulla precessione
degli equinozi (1749), Ricerche su differenti punti importanti  del
sistema  del  mondo (1754). Entrato in contatto con gli illuministi
pi famosi, ampli l'ambito dei propri interessi, occupandosi anche
di  morale,  di politica e di storia; i risultati di  questi  nuovi
studi  trovano espressione nella Miscellanea di letteratura, storia
e  filosofia,  pubblicata prima nel 1753, e pi  volte  ampliata  e
integrata,  nel  1759,  con  il volume dedicato  agli  Elementi  di
filosofia  o  princpi delle conoscenze umane. L'attivit  comunque
che ha contribuito in misura maggiore a renderlo celebre  stata la
sua  partecipazione al progetto dell'Encyclopdie, della  quale  fu
condirettore - insieme a Diderot - dal 1751 al 1758, e per la quale
scrisse  il  celebre  Discorso preliminare in cui  sono  esposti  i
princpi  informatori della grande opera collettiva che rappresenta
il  simbolo  dell'illuminismo.  Per l'Encyclopdie,  d'Alembert  fu
autore   anche   di   numerose  voci:  Attrazione,  Cartesianesimo,
Copernico, Cortigiano, Dinamica, Elementi delle Scienze,  Fortuito,
Geometria,   Ginevra,  Gravitazione,  Newtonianismo,  Sperimentale,
eccetera Uno dei temi affrontati nel Discorso preliminare, cio  il
rapporto  fra intellettuali, societ e potere,  oggetto anche  del
Saggio sul rapporto tra intellettuali e potentati, del 1753.

Beccaria  Cesare (1738-1794). Nacque e mor a Milano. Studi  nel
collegio  dei gesuiti a Parma e si laure in diritto all'Universit
di  Pavia. Insieme ai fratelli Alessandro e Pietro Verri fond  nel
1762 l'Accademia de' Pugni e la rivista "Il Caff" (1762-1764).  In
questo periodo compose il saggio Dei

p 335 .

disordini e dei rimedi delle monete nello Stato di Milano nel 1762.
Negli  stessi  anni, tra il 1763 e il 1764, scrisse  anche  il  suo
celebre Dei delitti e delle pene; il libro ebbe un grande successo,
ma  fu  anche sottoposto a critiche severe: ad esempio,  il  monaco
vallombrosano P. A. Ficchinei lo accus di offendere la religione e
l'autorit  sovrana.  Nel 1768 Beccaria fu nominato  professore  di
economia  politica  e  gli venne assegnata la  cattedra,  detta  di
"scienze  camerali",  istituita per lui nelle  Scuole  palatine  di
Milano.  Entrato  a  far parte dell'alta amministrazione  milanese,
rivest  numerose  cariche,  tra  le  quali  nel  1771  quella   di
consigliere del Supremo consiglio dell'economia. Nel 1791 fu membro
della  Giunta  per  la  riforma del sistema  giudiziario  civile  e
criminale.   Beccaria  ebbe  anche  interessi  di  tipo   estetico-
filosofico,  che lo portarono a scrivere le Ricerche  intorno  alla
natura  dello  stile,  in cui si oppose ai  criteri  e  alle  norme
tradizionali di valutazione dell'attivit artistica.

Buffon  -  Georges-Louis  Leclerc  de  -  (1707-1788).  Nacque  a
Montbard  (Borgogna)  e  mor  a Parigi.  E'  uno  dei  pi  grandi
naturalisti  del  secolo diciottesimo. Membro dell'Accademia  delle
Scienze e intendente del Jardin du Roi (cio dell'orto botanico  di
Parigi), condusse l'osservazione del mondo naturale abbandonando il
metodo  rigorosamente  classificatorio di  Linneo  e  ricercando  i
processi, le evoluzioni e gli adattamenti delle singole specie.  Il
suo lavoro di scienziato si concretizz nella pubblicazione, in  un
arco  di tempo di oltre cinquant'anni - dal 1749 al 1804 -, di  una
monumentale  Storia  naturale (in quarantaquattro  volumi,  che  fu
terminata dai suoi collaboratori).

Condillac  - tienne Bonnot de - (1715-1780). Nacque a  Grenoble,
nel  dipartimento  dell'Isre, e mor  a  Beaugency,  sulla  Loira.
Studi dapprima in un collegio di gesuiti e quindi nel seminario di
Saint-Sulpice a Parigi dove, laureatosi in teologia, fu  consacrato
sacerdote.  Entr  in  contatto  con  gli  illuministi  pi  famosi
(Voltaire,  Diderot, Rousseau e d'Alembert). Le sue  opere  scritte
intorno  alla  met  del secolo diciottesimo  (Saggio  sull'origine
delle  conoscenze umane del 1746, Trattato sui sistemi del  1749  e
Trattati   o  sulle  sensazioni  del  1754)  suscitarono   numerose
polemiche  e gli fruttarono l'accusa di materialismo e di  ateismo.
Per  difendersi  da  queste accuse scrisse, nel 1755,  il  Trattato
sugli  animali. Decise quindi di abbandonare Parigi e la Francia  e
si  rec a Parma, dove rimase per nove anni e svolse la funzione di
precettore  di Ferdinando di Borbone; questa esperienza  pedagogica
fu esposta da Condillac nel 1773 nel volume Corso di studi.

Diderot Denis (1713-1784). Nacque a Langres (Alta Marna); mor  a
Parigi. Educato presso i gesuiti e avviato alla vita ecclesiastica,
si  rec  a  Parigi  dove  termin i suoi studi  nel  1732  con  il
dottorato  in lettere nell'Universit. Nel 1746 usc il  suo  primo
scritto, Pensieri filosofici, condannato al rogo dal parlamento  di
Parigi.  L'editore  Le  Breton  gli  affid  la  traduzione   della
Cyclopaedia  di  E.  Chambers (un dizionario  a  carattere  tecnico
stampato  in  Inghilterra  nel 1728); ben  presto  il  progetto  di
traduzione si trasform in quello molto pi ambizioso di realizzare
l'Encyclopdie,  alla  quale Diderot lavorer  fino  al  1772  come
organizzatore,  redattore  e autore.  Nel  1749,  in  seguito  alla
pubblicazione della Lettera sui ciechi, vera e propria  professione
di ateismo, venne imprigionato per tre mesi nel forte di Vincennes,
dove  ricevette la visita di Rousseau. Da allora espose  le  teorie
ritenute  pi  pericolose in maniera indiretta e all'interno  delle
voci enciclopediche meno sospette. Amico degli spiriti pi illustri
del  tempo  (Voltaire, Rousseau, d'Holbach, d'Alembert) fu  l'unico
dei  collaboratori dell'Encyclopdie a seguire  fino  in  fondo  le
vicende  dell'opera nonostante le persecuzioni di cui  fu  oggetto.
Come   critico  letterario  e  scrittore,  Diderot  partecip  alla
"Corrispondenza  letteraria" di M. Grimm (una  rivista  manoscritta
inviata  a  pochi  abbonati  nelle corti  europee)  con  i  celebri
"salotti", saggi letterari e artistici su vari argomenti. Insieme a
G. Th. Raynal lavor alla Storia filosofica del commercio delle due
Indie; con l'amica Sophie Volland ebbe un'importante corrispondenza
di carattere scientifico e filosofico. Come molti altri illuministi
Diderot     un  filosofo  letterato,  e  il  suo  pensiero   trova
espressione non solo nel saggio o nello scritto tecnico,  ma  anche
nel  romanzo  e  nel dramma teatrale; tra le sue opere  -  oltre  a
quelle  citate  -  si  ricordano: I gioielli  indiscreti  (romanzo,
1748),  Lettera sui sordomuti (1751); due lavori teatrali  ispirati
in qualche modo al Goldoni (Il figlio naturale, 1757, e Il padre di
famiglia,  1758);  La  monaca  (romanzo,  1760,  pubblicato   sulla
"Corrispondenza letteraria" nel 1780; la prima edizione a stampa  
del  1796),  Il  sogno  di  d'Alembert (1769,  scritto  filosofico,
pubblicato  nel  1782),  Giacomo  il  fatalista  (romanzo,   1771),
Supplemento al Viaggio di Bougainville (1772, pubblicato nel 1796),
Il  nipote  di  Rameau  (romanzo, rimasto inedito  fino  al  1821),
Paradosso dell'attore (1773).

p 336 .

Galvani  Luigi  (1737-1798). Nacque e mor  a  Bologna,  dove  si
laure  in  medicina nel 1759, e dove poi insegn  anatomia  presso
l'Accademia delle Scienze. Lasci l'insegnamento nel 1797  per  non
essere  costretto a prestare giuramento alla Repubblica  Cisalpina.
La  sua  opera  pi  famosa,  De  viribus  electricitatis  in  motu
muscolari   commentarius  (1791),  tratta  delle   sue   esperienze
sull'elettricit animale.

Genovesi Antonio (1713-1769). Nacque a Castiglione di  Salerno  e
mor  a Napoli. Proveniente da una famiglia di proprietari terrieri
in  gravi  difficolt economiche, fu avviato contro la sua  volont
alla  vita  ecclesiastica e prese i voti all'et di ventisei  anni.
Insieme  agli  studi  teologici  e  metafisici  coltiv  anche   le
discipline  giuridiche. Nel 1741 ottenne a Napoli una  cattedra  di
metafisica  e nel 1743 pubblic un manuale dal titolo Disciplinarum
metaphysicarum  elementa. Un saggio dello  stesso  anno  (De  anima
brutorum)  su  problemi  di  filosofia  naturale  gli  procur   un
contrasto  con  le  autorit ecclesiastiche che spinse  Genovesi  a
difendere  la  "libert  di  filosofare" (libertas  philosophandi).
Nonostante  godesse di una qualche protezione  da  parte  del  papa
Benedetto    quattordicesimo,    l'opposizione    degli    ambienti
ecclesiastici   gli   cre  non  pochi  ostacoli   nella   carriera
universitaria. Questa situazione lo spinse a occuparsi di argomenti
di  carattere politico e sociale, che furono affrontati nel  quarto
volume  degli  Elementa  (1752). Estese  quindi  i  suoi  interessi
all'economia  e, ispirandosi al mercantilismo, si fece  sostenitore
di  una  timida forma di liberismo. In seguito a questi suoi  nuovi
studi  fu  istituita per lui a Napoli la prima cattedra di economia
politica;  inizi  a  tenere corsi nel  1754,  facendo  lezione  in
italiano contrariamente alla tradizione accademica che imponeva  il
latino. In seguito alla grave carestia del 1764 si impegn  in  una
battaglia per una politica economica di rinnovamento che per fall
e,  anzich indebolirli, rafforz i privilegi feudali nel Regno  di
Napoli;  esito diverso ebbe invece la sua battaglia che port  alla
soppressione  della Compagnia di Ges. Nel frattempo aveva  ripreso
gli  studi  filosofici, subendo la forte influenza del pensiero  di
Locke  e  dando  alle stampe una Logica per giovinetti  (1766),  la
Diceosina o sia della filosofia del giusto e dell'onesto (1766),  e
le   Lettere  accademiche  sulla  questione  se  sieno  pi  felici
gl'ignoranti  che gli scienziati (1764, completamente  rifatto  nel
1769).  Genovesi,  con  il suo insegnamento, contribu  in  maniera
determinante  alla formazione a Napoli di una nuova generazione  di
intellettuali,   lontani   dai  tradizionali   studi   retorici   e
preoccupati di concrete questioni politiche ed economiche.

Giannone Pietro (1679-1748). Nacque a Ischitella in Puglia e mor
a  Torino.  Proveniente da una modesta famiglia, riusc a laurearsi
in  giurisprudenza  a  Napoli nel 1698 e  si  dedic  all'esercizio
dell'avvocatura.  Interessato  alla  storia  del  diritto  raccolse
moltissimo materiale, che conflu nella Istoria civile del Regno di
Napoli  (1723), una storia "delle leggi e costumi" del  regno,  dal
primo  al  diciassettesimo secolo compreso, nella quale le  vicende
complesse  del Mezzogiorno ruotano intorno alla lotta fra  Stato  e
Chiesa.  Il successo dell'opera provoc la condanna da parte  della
Curia  napoletana, la messa all'indice dell'opera  e  la  scomunica
dell'autore. Giannone reag pubblicando una decina di  opuscoli  di
difesa,  ma,  alla  fine, fu costretto a fuggire  da  Napoli  e  ad
iniziare una serie di peregrinazioni per l'intera Europa: a Vienna,
ospite  dell'imperatore Carlo sesto, dove compose Il Triregno  (fra
il 1731 e il 1734); poi a Venezia, a Milano e a Ginevra. Durante un
soggiorno  in  Savoia, nel 1736, fu catturato su istigazione  della
Curia   di  Roma  e  rinchiuso  nel  castello  di  Miolans,  quindi
incarcerato  a Torino (1737-1738), poi in Liguria, a  Ceva,  (1738-
1744)  e,  infine, di nuovo a Torino, fino alla morte.  Durante  la
prigionia   a   Miolans  e  a  Ceva,  Giannone   scrisse   la   sua
autobiografia,  Vita  di  Pietro Giannone  scritta  in  Savoia  nel
castello di Miolans da lui medesimo e continuata nella Liguria  nel
castello  di  Ceva. In prigione a Ceva scrisse anche  altre  opere:
Discorsi  sulle deche di Tito Livio, La Chiesa sotto il pontificato
di   Gregorio  Magno,  Apologia  dei  teologi  scolastici  e  L'ape
ingegnosa. Il suo Triregno fu pubblicato solo nel 1895.

Helvtius  Claude-Adrien (1715-1771). Nacque  e  mor  a  Parigi.
Inizi  gli  studi  nel  collegio gesuita Louis-le-Grand,  dai  cui
insegnamenti ben presto si distacc per dedicarsi allo studio della
letteratura, della filosofia e dei testi scientifici soprattutto di
Newton.  Divenne  amico di Voltaire e di Montesquieu,  e  tenne  un
salotto letterario frequentato dagli illuministi pi importanti. La
pubblicazione  della  sua  prima opera  importante,  Dello  Spirito
(1758),  gli procur la condanna dell'arcivescovo e del  parlamento
di  Parigi,  e  fu costretto a riparare in Prussia. Per  rispondere
alle  accuse,  scrisse Dell'uomo, che, per, fu pubblicato  postumo
nel 1773.

Holbach  -  Paul-Henri  Dietrich  d'  -  (1723-1789).  Nacque   a
Heidelsheim (Palatinato) e mor a

p 337 .

Parigi. Studi all'Universit di Leida, ma visse prevalentemente in
Francia e in particolare a Parigi, dove entr in rapporto con i pi
importanti  illuministi,  tra  cui Rousseau  e  Diderot.  Collabor
all'Encyclopdie redigendo molte voci relative alla  chimica,  alla
metallurgia  e alla mineralogia. Fu editore e traduttore  di  molte
opere  scientifiche e di scritti antireligiosi e materialisti,  che
faceva  pubblicare in Olanda e poi introduceva clandestinamente  in
Francia.  La  sua posizione rigorosamente materialista  e  atea  lo
port ad essere isolato anche in ambiente illuminista: solo Diderot
gli rimase fedele amico. Tra le sue opere ricordiamo: Cristianesimo
svelato (1761), Sistema della natura (1770), Il buon senso  o  idee
naturali  contrapposte  alle  idee soprannaturali  (1772),  Sistema
sociale o princpi naturali della morale e della politica,  con  un
esame dell'influenza sui costumi (1773), La morale universale  o  i
doveri dell'uomo fondati sulla natura (1776).

La  Mettrie - Julien Offroy de - (1709-1751). Nacque a Saint-Malo
(Bretagna  settentrionale) e mor a Berlino. Studioso di  medicina,
esercit  la  professione di medico militare che  gli  consent  di
analizzare  le  conseguenze psichiche delle malattie organiche.  Le
sue  osservazioni trovarono espressione nell'opera Storia  naturale
dell'anima  (1745), in cui sosteneva che tutti i processi  psichici
sono  riconducibili ad eventi corporei. La pubblicazione del  libro
gli  procur ogni sorta di condanna e di persecuzione, per  cui  fu
costretto a rifugiarsi in Olanda; ma dovette abbandonare anche quel
paese  e  ripar  a  Berlino, sotto la protezione  di  Federico  di
Prussia,  presso  il  quale rimase fino alla morte,  dedicandosi  a
studi  medici  e filosofici. Tra le sue altre opere  si  ricordano:
L'uomo  macchina (1748), L'uomo pianta (1748), Anti-Seneca  (1750),
Sistema  d'Epicuro  (1750),  Riflessioni  filosofiche  sull'origine
degli animali (1751), Gli animali pi che macchine (1755).

Lessing Gotthold Ephram (1729-1781). Nacque a Kamenz (Sassonia),
e  mor a Brunswick. Studi a Lipsia e visse in diverse citt della
Germania,  da  Breslavia a Berlino e ad Amburgo. Dal  1770  divenne
bibliotecario  a  Wolfenbttel,  presso  Brunswick.  Si  occup  di
estetica,   scrivendo  diverse  opere  sull'argomento:  nella   pi
celebre,  Laocoonte  (1766), polemizz con l'archeologo  e  storico
dell'arte  J. J. Winckelmann. Autore di opere teatrali,  difese  la
drammaturgia tedesca dalle influenze francesi. Come filosofo  diede
molta importanza al problema religioso cui dedic, tra l'altro:  Il
cristianesimo  della ragione (1753), Sulla genesi  della  religione
rivelata  (1753-1755),  Sulla prova dello  spirito  e  della  forza
(1777),  L'educazione del genere umano (1780), Dialoghi per massoni
(1780).

Malpighi  Marcello (1627-1694). Nacque a Crevalcore  (Bologna)  e
mor  a  Roma. Studi medicina all'Universit di Bologna,  dove  si
laure  nel  1653  e dove inizi l'insegnamento l'anno  successivo.
Dopo  essere  stato docente a Pisa e a Messina, tra il  1662  e  il
1669,  torn nella citt natale e vi insegn fino al 1691, anno  in
cui divenne medico personale del papa Innocenzo dodicesimo. Geniale
anatomista, si deve a lui la scoperta dei capillari sanguigni,  dei
globuli rossi e del meccanismo degli scambi gassosi a livello degli
alveoli  polmonari; descrisse i corpuscoli della milza  (corpuscoli
lienali di Malpighi) e la struttura istologica della capsula  della
milza  (capsula  di  Malpighi); studi  il  rene  descrivendone  le
piramidi  della  sostanza  midollare (piramidi  di  Malpighi)  e  i
corpuscoli (glomeruli di Malpighi). Nell'opera De formatione  pulli
in  ovo, pubblicata dalla Royal Society nel 1673, descrisse le  sue
osservazioni  sullo sviluppo dell'embrione del  pollo,  aprendo  la
strada alla moderna embriologia.

Meslier Jean (1664-1729). Nacque a Mazerny (Champagne) e  mor  a
trpagny,  a  nord-ovest di Parigi. Proveniente  da  una  famiglia
della piccola borghesia, "per compiacere ai suoi genitori" si avvi
alla  carriera ecclesiastica e frequent il seminario di Reims.  Fu
ordinato sacerdote nel 1688, e gli furono affidate le parrocchie di
trpagny  e  di  Balaives,  distanti  solo  tre  chilometri  l'una
dall'altra.  In  questo  ristretto  lembo  di  terra   egli   visse
praticamente  tutta la sua vita, in apparenza  piatta  e  grigia  e
simile  a  quella di migliaia di suoi colleghi. Alla sua  morte  fu
trovato il Testamento, indirizzato ai parrocchiani per invitarli  a
prendere  coscienza dei soprusi e degli inganni che  le  religioni,
nella  loro  falsit, avevano sempre causato al  genere  umano.  La
lettura  del  Testamento sconvolse perfino Voltaire,  che  ne  fece
stampare  un  estratto. Il testo integrale - che  fu  pubblicato  a
stampa  solo  nel  1864  - circolava manoscritto  in  centinaia  di
esemplari gi pochi anni dopo la morte dell'autore.

Montesquieu - Charles-Louis de Secondat - (1689-1755).  Nacque  a
La  Brde (Bordeaux) e mor a Parigi. Dopo essere stato educato nel
collegio degli oratoriani di Juilly, comp

p 338 .

studi  di  diritto  a  Bordeaux, dove intraprese  con  successo  la
carriera  di  magistrato e dove, nel 1714, fu nominato  consigliere
del  parlamento (tribunale), di cui divenne presidente due anni pi
tardi.  Sempre  a Bordeaux collabor con la locale Accademia  delle
Scienze.  Nel 1721 pubblic anonime le Lettere persiane,  opera  in
cui  prendeva posizione contro le teorie politiche di Hobbes  e  in
cui delineava quell'analisi comparativa delle forme di governo, del
diritto  e  della legislazione penale che sar al  centro  del  suo
capolavoro, Sullo spirito delle leggi. Dal 1727 inizi, per i  vari
stati  europei,  una  serie  di lunghi  viaggi  dei  quali  restano
interessanti appunti sullo studio delle istituzioni e dei  problemi
civili  e  politici delle principali nazioni d'Europa.  Tornato  in
Francia,  pubblic  nel 1734 le Considerazioni  sulle  cause  della
grandezza  dei  Romani  e  della loro  decadenza;  collabor  anche
all'Encyclopdie,  per la quale redasse un Saggio  sul  gusto.  Nel
1748  pubblic a Ginevra Sullo spirito delle leggi,  che  fu  messo
all'indice il 29 novembre del 1751.

Morgagni  Giambattista  (1682-1771). Nacque  a  Forl  e  mor  a
Padova. Dopo essersi laureato, nel 1701, in medicina e filosofia  a
Bologna,  insegn, a partire dal 1711, medicina  teorica  e  quindi
anatomia a Padova. Attento lettore di Locke, cerc di trasferire la
lezione  dell'empirismo critico negli studi di medicina, rifiutando
spiegazioni  e  cause  ipotetiche  delle  malattie,  che   dovevano
piuttosto  essere descritte e classificate in base ai sintomi,  per
poi  cercare  le  connessioni  tra la sintomatologia  ed  eventuali
lesioni e modificazioni organiche da evidenziare con l'osservazione
anatomica.  Nel  1712  illustr questa  sua  posizione  nella  Nova
institutionum medicarum idea. All'osservazione anatomica  dedic  i
sei  volumi di Adversaria anatomica, usciti tra il 1706 e il  1719.
Molti  anni  pi tardi, nel 1761, diede alle stampe  a  Venezia  la
monumentale De sedis et causis morborum per anatomen indagatis, con
la   quale  introdusse  definitivamente  l'indagine  anatomica   in
patologia, gettando le basi dell'anatomia patologica.

Quesnay  Franois  (1694-1774). Nacque a Mr (Seine-et-Oise),  e
mor  a  Versailles.  Ebbe  interessi naturalistici  che  trovarono
espressione  nel  Saggio fisico sull'economia  animale,  del  1764.
Pratic anche la medicina riscuotendo un notevole successo. Entrato
in  contatto  con  i  redattori dell'Encyclopdie,  collabor  alla
stesura di varie voci sia di argomento economico (ad esempio, Grani
e  Fittavoli), sia pi strettamente filosofiche, come Evidenza. Nel
Tableau  conomique  ("Quadro  economico"),  pubblicato  nel  1758,
espose  i  fondamenti della teoria economica nota con  il  nome  di
"fisiocrazia",   ampiamente  trattata  nell'opera  Fisiocrazia,   o
costituzione  naturale del governo pi vantaggioso  per  il  genere
umano, del 1768.

Redi Francesco (1626-1698). Nacque ad Arezzo e mor a Pisa,  dove
si  era  laureato  in medicina e filosofia nel 1647.  Nel  1654  fu
nominato medico di corte della famiglia de' Medici; fra il  1657  e
il  1667  fu  membro dell'Accademia del Cimento. Cultore  anche  di
studi  letterari,  fu lettore di lingua toscana nell'Universit  di
Firenze  e  accademico  della Crusca, per la quale  partecip  alla
redazione  della  terza edizione del Vocabolario (1691).  Nel  1685
venne chiamato a far parte della "accademia di camera" della regina
Cristina   di  Svezia.  Infine,  lo  troviamo  fra  i  primi   soci
dell'Arcadia.  In  campo  scientifico si  devono  a  lui  le  prime
ricerche sul veleno delle vipere (Osservazioni intorno alle vipere,
1644);   i   noti   studi  sulla  generazione  delle   mosche   che
sconfessarono   la   teoria   fino  ad  allora   prevalente   della
"generazione spontanea" (Esperienze intorno alla generazione  degli
insetti,  1668); infine il primo studio di parassitologia  animale,
in cui sono analizzati pi di cento tipi di parassiti (Osservazioni
intorno  agli animali viventi che si trovano negli animali viventi,
1684).  La sua vocazione letteraria lo port alla composizione  del
Bacco  in  Toscana (la cui redazione definitiva fu  pubblicata  nel
1685),  una  composizione di quasi mille versi che elogia  il  vino
toscano, soprattutto quello di Montepulciano.

Ricardo David (1772-1823). Nacque a Londra e mor a Gatcomb  Park
(Gloucestershire).  Dopo  un  iniziale  interesse  per  le  scienze
fisiche  (fu  tra  i fondatori della Societ di  Geologia)  e  dopo
essere  stato agente di cambio, banchiere e operatore di  borsa,  a
quarantadue  anni si ritir dagli affari per dedicarsi allo  studio
teorico  dell'economia. Tra le sue opere ricordiamo: L'alto  prezzo
delle  verghe auree, del 1810, dedicato ai problemi monetari  posti
dalle  guerre napoleoniche; Saggio sull'influenza del basso  prezzo
del  grano  sui profitti del capitale, del 1815; Proposte  per  una
moneta  conveniente  e  sicura, del 1816; e Princpi  dell'economia
politica  e  della tassazione, del 1817, che  il suo  scritto  pi
importante e famoso. Nel 1819 fu eletto membro del Parlamento.

Rousseau  Jean-Jacques (1712-1778). Svizzero di lingua  francese,
nacque a Ginevra e mor a

p 339 .

Ermenonville   (Oise).  La  vita  di  Rousseau  fu  particolarmente
inquieta  e  ricca di avvenimenti significativi. Orfano  di  madre,
trascorse gli anni della sua infanzia prima a Ginevra, con il padre
e  il  fratello  maggiore, poi a Bossey, presso uno zio.  A  sedici
anni,  al  ritorno da una passeggiata, non pot rientrare in  citt
(le  cui  porte venivano chiuse al tramonto), e inizi una vita  di
vagabondaggio e di avventure: accolto da un prete cattolico, fu  da
questi  inviato  presso la neoconvertita Madame de Warens,  con  la
quale,  dopo  un primo intenso amore filiale (Rousseau la  chiamava
Maman),  ebbe una relazione d'amore che dur fino al 1744, anno  in
cui  la  donna pose fine al rapporto. Rousseau riprese cos il  suo
vagabondare che lo port prima a Lione e poi a Parigi, dove conobbe
Madame  d'pinay  che lo introdusse nel mondo intellettuale  e  nei
salotti  della  capitale. A Parigi conobbe Diderot  e  Condillac  e
inizi  la  sua  collaborazione  all'Encycopdie  con  articoli  di
carattere  musicale e con la voce Economia politica. Nel 1750,  con
lo  scritto  Discorso  sulle scienze e le arti  vinse  il  concorso
bandito  dall'Accademia di Digione sul tema "Se il progresso  abbia
contribuito a migliorare i costumi", e da quel momento  divenne  un
uomo  famoso. Nel 1754, in occasione di un altro concorso,  scrisse
il  Discorso sull'origine della disuguaglianza tra gli uomini,  che
ebbe  grande risonanza, ma che, nello stesso tempo, lo port a  una
rottura  definitiva  con i philosophes. Sono  di  quel  periodo  la
Lettera  a  d'Alembert sugli spettacoli (1758) e la  Lettera  sulla
Provvidenza   contro  Voltaire  (1756).  Ritiratosi  nella   dimora
dell'Ermitage,  donatagli  da Madame  d'pinay,  scrisse  La  nuova
Eloisa  (1761), Emilio o dell'educazione (1762) e il Del  contratto
sociale  o  princpi  del diritto politico (1762).  Questi  scritti
suscitarono  l'ostilit  delle autorit politiche  e  religiose,  e
Rousseau  fu  costretto  a rifugiarsi prima  in  Svizzera,  poi  in
Inghilterra,  su  invito di Hume; in seguito a un dissidio  con  il
filosofo  inglese  ritorn  in Francia,  ultim  la  stesura  delle
Confessioni  (iniziate nel 1765) e scrisse i  Dialoghi.  Mor,  per
improvvisa  malattia, nel castello del marchese  Girardin,  che  lo
aveva  ospitato.  Oltre  a  quelle citate,  tra  le  sue  opere  si
ricordano: Narciso (1752), Lettera a Christophe de Beaumont (1763),
Lettere  dalla  montagna (1764), Passeggiate solitarie  (pubblicata
postuma  nel  1782),  il dialogo Rousseau giudice  di  Jean-Jacques
(pubblicato  postumo  nel  1789).  Rousseau  fu  anche  autore  del
libretto e della musica di due opere liriche: Le feste di Ramiro  e
L'indovino del villaggio, entrambe del 1752.

Smith  Adam  (1723-1790). Nacque a Kirkaldy  (Scozia)  e  mor  a
Edimburgo.  Insegn filosofia morale all'Universit di  Glasgow  e,
nel  1759,  pubblic  la Teoria dei sentimenti  morali,  opera  che
sintetizzava  la  dottrina morale che sarebbe poi stata  alla  base
della  sua  filosofia  del  lavoro. Da La ricchezza  delle  nazioni
(1763) all'opera maggiore Ricerche sopra la natura e le cause della
ricchezza  delle nazioni (1776), Smith si propone  di  indagare  le
condizioni   dell'equilibrio   e  della   durata   di   un'economia
industriale base del progresso economico delle nazioni.  Nella  sua
opera,  ricca di temi antropologici e filosofici che si intrecciano
al tema centrale dell'organizzazione sociale del lavoro, si trovano
le  origini  di  quasi tutte le discussioni del pensiero  economico
moderno.

Spallanzani  Lazzaro  (1729-1799).  Nacque  a  Scandiano  (Reggio
Emilia)  e  mor a Pavia. Animato da molteplici interessi,  insegn
sia  discipline  scientifiche  sia  umanistiche  all'Universit  di
Reggio   Emilia  e  a  quella  di  Modena;  nel  1769  fu  chiamato
all'Universit  di  Pavia  come  professore  di  scienze  naturali.
Confut  sperimentalmente  la  teoria della  generazione  spontanea
degli   Infusori  ("animaletti  delle  infusioni").  Per   i   suoi
esperimenti  e  per  le  sue  ricerche  fece  ampiamente  uso   del
microscopio,  e  pubblic i risultati di queste osservazioni  nella
sua  opera  pi  famosa,  il  Saggio di osservazioni  microscopiche
concernenti il sistema della generazione dei Signori di  Needham  e
Buffon (1765).

Vallisneri  Antonio  (1661-1730). Nacque a Trassilico  (Lucca)  e
mor a Padova. Frequent l'Universit di Bologna e quella di Reggio
Emilia,  dove  si laure in medicina e filosofia nel 1684.  Insegn
medicina  pratica  (dal 1700) e quindi (dal 1710) medicina  teorica
all'Universit  di  Padova,  e fu membro  della  Royal  Society  di
Londra.  Tra il 1696 e il 1698 scrisse Sopra la curiosa origine  di
molti  insetti,  opera in cui rifiuta - come F. Redi  -  la  teoria
della  generazione  spontanea degli insetti e dei  parassiti  delle
piante.  Vallisneri, inoltre, sostenne la necessit di interpretare
i  fenomeni naturali mediante leggi generali; e il suo concetto  di
una  "scala naturale" che lega l'uomo agli altri esseri viventi (la
"catena degli esseri"),  destinato ad avere un peso decisivo nello
sviluppo delle teorie evoluzionistiche.

Verri Pietro (1728-1797). Nacque e mor a Milano. Ader nel  1750
all'Accademia dei Trasformati - cui partecip anche  il  Parini  -,
che  si  occupava di problemi letterari e sociali. In urto  con  il
padre, si

p 340 .

arruol   come   ufficiale   volontario  nell'esercito   austriaco.
Rientrato a Milano nel 1760, insieme al fratello Alessandro e a  un
gruppo  di  giovani intellettuali - tra i quali Cesare  Beccaria  -
diede   vita,  nel  1761,  all'Accademia  de'  Pugni,  una   libera
associazione  di amici desiderosi di unire i problemi  culturali  a
quelli sociali anche attraverso lo studio degli empiristi inglesi e
dei  nuovi filosofi francesi. All'interno dell'Accademia de'  Pugni
nacque   la   rivista   "Il  Caff",  di  cui   Pietro   Verri   fu
l'amministratore  e  il  collaboratore pi prolifico.  Tra  i  suoi
scritti  si  possono ricordare: Dialogo sul disordine delle  monete
nello  Stato di Milano (1763, ma pubblicato postumo); Saggio  sulla
grandezza e decadenza del commercio di Milano sino al 1750  (1763);
Meditazioni  sulla  felicit  (1763);  una  serie  di  trattati  di
argomento  giuridico, economico e filosofico (tra  cui  Riflessioni
sulle leggi vincolanti principalmente nel commercio dei grani,  del
1769);  Discorso  sull'indole  del piacere  e  del  dolore  (1773);
Osservazioni sulla tortura (1777) in cui esaminava il processo agli
untori  del 1630, da cui prese spunto Manzoni per scrivere  la  sua
Storia  della  colonna  infame;  Discorso  sulla  felicit  (1781);
interessante anche una scrittura privata sull'educazione  femminile
e  sui  rapporti familiari: Manoscritto da leggersi dalla mia  cara
figlia Teresa (1777-1781).

Vico  Giambattista (1668-1744). Nacque e mor a  Napoli.  La  sua
famiglia  era  di origini abbastanza modeste e il giovane  Vico  un
"fanciullo spiritosissimo e impaziente di riposo". Ma - come scrive
nella sua autobiografia - "all'et di sette anni, essendo col  capo
in  gi  piombato da alto fuori d'una scala nel piano, onde  rimase
ben  cinque ore senza moto e privo di senso, e fiaccatagli la parte
destra  del cranio senza rompersi la cotenna, quindi dalla frattura
cagionatogli  uno  sformato tumore, per gli cui  molti  e  profondi
tagli  il  fanciullo  si dissangu; talch il  cerusico,  osservato
rotto  il  cranio e considerando il lungo sfinimento,  ne  fe'  tal
presagio:  che egli o ne morrebbe o avrebbe sopravvissuto  stolido.
Per il giudizio in niuna delle due parti, la Dio merc, si avver;
ma  dal guarito malore provenne che indi in poi e' crescesse di una
natura  malinconica ed acre, qual dee essere degli uomini ingegnosi
e  profondi,  che  per  l'ingegno  balenino  in  acutezze,  per  la
riflessione  non si dilettino dell'arguzie e del falso".  Dopo  tre
anni  di  convalescenza il giovinetto riprese gli studi che,  per,
concluse sostanzialmente da autodidatta. I suoi interessi vertevano
soprattutto   intorno  al  diritto  e  alla   filosofia,   e   pot
approfondirli  nel periodo dal 1686 al 1695, in  cui  era  occupato
come precettore privato a Vatolla, nei pressi di Salerno. Vico ebbe
contatti,  fortemente osteggiati dalle autorit,  con  le  tendenze
innovatrici  di  ispirazione atomistica  e  cartesiana  presenti  a
Napoli in quello scorcio del diciassettesimo secolo, ma prefer non
farne  menzione  nella  sua autobiografia, dal  momento  che  aveva
avuto,  a  partire dal 1699, l'incarico di professore di  eloquenza
all'Universit di Napoli. Da allora egli dedic tutta la vita  allo
studio e alla meditazione, travagliato da problemi familiari  e  da
preoccupazioni  economiche.  Nel  1732  ottenne  un   significativo
riconoscimento  con la nomina a storico regio. Tra  i  sui  scritti
abbiamo  gi ricordato l'Autobiografia (1725); si devono aggiungere
le  sei Orazioni inaugurali, che Vico pronunci all'inizio di  ogni
anno  accademico dal 1699 al 1706; il De nostri temporis  studiorum
ratione ("Il metodo degli studi del tempo nostro"), del 1708; il De
antiquissima   Italorum   sapientia  ("Dell'antichissima   sapienza
italica"),  del 1710, unitamente alle due Risposte alle  obbiezioni
dei   recensori  dell'opera.  Dopo  aver  provato  a  scrivere  una
"metafisica"  e  aver  progettato  una  "fisica",  Vico  si  dedica
interamente  alla sua "nuova scienza": del 1725  la  pubblicazione
dei Princpi di una scienza nuova intorno alla natura delle nazioni
(nota come Scienza nuova prima); nel 1730 usc una seconda edizione
(Scienza  nuova seconda) con Correzioni, miglioramenti e  aggiunte;
infine,  nel  1744, la Scienza nuova terza, "in un gran  numero  di
luoghi corretta, schiarita, e notabilmente accresciuta".

Volta  Alessandro (1745-1827). Nacque e mor a Como. Autodidatta,
si  appassion  ai  fenomeni della natura e si dedic  allo  studio
delle  opere  dei  grandi fisici. Concentr la sua  attenzione  sui
fenomeni   elettrici.  Viaggiando  all'estero  ebbe  occasione   di
incontrare  Lavoisier e Laplace e di lavorare  con  loro.  Divenuto
famoso,  nel 1779 fu chiamato a insegnare all'Universit di  Pavia,
della  quale  divenne rettore nel 1785. Nel 1776 aveva scoperto  il
"gas  delle paludi" (metano), ma la fonte principale della sua fama
 senza dubbio la pila (successione di dischetti di zinco e di rame
"impilati"  separati da stracci imbevuti di una soluzione  salina).
La prima descrizione della pila si trova in una lettera indirizzata
da  Volta,  il 20 marzo 1800, al presidente della Royal Society  di
Londra.

Voltaire - Franois-Marie Arouet - (1694-1778). Nacque e  mor  a
Parigi.  Fu  educato, dal 1704 al 1711, nel collegio  parigino  dei
gesuiti  Louis  le  Grand. Entrato ben presto in contatto  con  gli
ambienti

p 341 .

culturali pi anticonformisti della capitale, nel 1717 pubblic una
satira  contro  i costumi del reggente, che gli valse  un  anno  di
prigione alla Bastiglia. Uscito di carcere, nel 1718 mise in  scena
una  tragedia,  Edipo, che ebbe un grande successo:  attraverso  il
dramma  di  Giocasta e di Edipo riproponeva l'immagine  di  un  dio
terribile, non molto dissimile da quello oggetto di venerazione dei
giansenisti. Tra il 1726 e il 1729 visse in Inghilterra dove lavor
all'Enriade,   una  celebrazione  della  politica   di   tolleranza
religiosa  da parte di Enrico quarto durante le guerre di religione
in  Francia. Al soggiorno inglese e all'incontro con il pensiero di
Locke  e  con  la  scienza  di  Newton  sono  dedicate  le  Lettere
filosofiche  o Lettere inglesi, scritte tra il 1729  e  il  1732  e
pubblicate  nel  1734.  Le  Lettere  inglesi  furono  condannate  e
bruciate  dal  boia  di  Parigi.  Voltaire  abbandon  la  capitale
francese  e  si ritir nel castello di Cirey, in Lorena,  dove  per
dieci  anni  si dedic a studi filosofici e letterari e  coltiv  i
suoi  interessi scientifici. In questo periodo scrisse il  Trattato
di  metafisica (1734); Il mondano, un elogio del lusso  scritto  in
versi  (1736);  i  Discorsi  in versi  sull'uomo  (1734-1738);  gli
Elementi della filosofia di Newton (1737); la Metafisica di  Newton
(1741).  Voltaire  accett quindi l'invito di  recarsi  a  Berlino,
presso  la  corte di Federico secondo. Qui pubblic  Il  secolo  di
Luigi quattordicesimo (1753) e scrisse il Dizionario filosofico. Il
nuovo  metodo di indagine storica proposto da Voltaire ne Il secolo
di  Luigi  quattordicesimo  trova una  ulteriore  applicazione  nel
Saggio sui costumi e lo spirito delle nazioni (1756) e nella Storia
della Russia sotto Pietro il Grande (1759). Parallelamente Voltaire
si  era  dedicato a una produzione filosofico-letteraria  scrivendo
racconti  filosofici  come Il mondo come va (1746),  Zadig  (1747),
Memnone (1750), Micromega (1752) e opere fortemente polemiche  come
Poema  sul  disastro di Lisbona (1755) e Candido  (1759).  Voltaire
trascorre  gli  ultimi  venti anni della  sua  vita  a  Ferney,  in
territorio  francese  alle  porte di  Ginevra,  impegnandosi  nella
difesa  delle  libert civili e della tolleranza.  Sono  di  questo
periodo  il  Trattato  sulla tolleranza (1763),  le  Questioni  sui
miracoli  (1765),  la  Filosofia della storia (1765),  Il  filosofo
ignorante (1766), L'A, B, C (1769), Bisogna prender partito  (1772)
e, a partire dal 1776, le Questioni sull'Enciclopedia.

Wolff  Christian (1679-1754). Nacque a Breslavia e mor a  Halle.
Dopo aver iniziato gli studi nella sua citt natale, si trasfer  a
Jena  e quindi a Lipsia, dove si laure con una tesi dal titolo  De
philosophia  practica universali metodo mathematica  conscripta,  e
dove  inizi  la sua carriera di docente insegnando  matematica.  A
Lipsia incontr Leibniz, che lo introdusse all'Universit di Halle,
dove,  nel  1706, fu chiamato a insegnare matematica  e  filosofia.
Cacciato  nel  1723  in seguito all'opposizione  di  esponenti  del
movimento   religioso   pietista  (una  corrente,   formatasi   nel
diciassettesimo  secolo  in  seno  al  luteranesimo  tedesco,   che
accentua  il valore del sentimento e dell'azione pratica, assumendo
forme  assai intransigenti), si trasfer a Marburgo. Dopo  l'ascesa
al  trono di Prussia di Federico secondo, sostenitore della libert
di  pensiero  e di insegnamento, Wolff fu richiamato a Halle,  dove
rimase fino alla morte. Wolff fu autore di opere di matematica e di
filosofia,  scritte sia in tedesco sia in latino. Fra  gli  scritti
matematici  ricordiamo: Elementa matheseos universae ("Elementi  di
matematica  universale")  e  il Lexicon mathematicum.  Delle  opere
filosofiche  in  tedesco,  la  serie  delle  Vernnftigen  Gedanken
("Riflessioni razionali") sulla logica, la matematica, l'etica,  la
politica, la fisica, la teologia, la fisiologia. Tratt gli  stessi
argomenti   anche  negli  scritti  in  latino:  Logica,  Ontologia,
Cosmologia generalis, Psychologia empirica, Psychologia rationalis,
Theologia  naturalis,  Philosophia  practica  universalis,  Ethica,
Oeconomica, Jus naturae, Jus gentium.
